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giovedì 19 novembre 2009

PDC 2009 giorno due e ChromeOS giorno uno.

Cose molto interessanti ieri al PDC. Dopo una lunga e noiosa introduzione di Sinofsky che ha parlato quasi esclusivamente della telemetria di Windows 7 durante la Beta/RC mostrando qualche dato interessante ma dilungandosi in un fiume di parole, si e' passati ad una serie di presentazioni di ben altro livello.

IE9 promette bene: ottimizzazioni, supporto GPU, standard. Tutte cose che dovrebbero essere scontate, ma fino ad oggi non lo sono state quindi ben vengano, sempre meglio tardi che mai.
In particolare il supporto GPU potrebbe essere l'asso nella manica per IE9.

A seguire SilverLight 4, Office 2010, Sharepoint. SilverLight in particolare sembra davvero sulla strada giusta per diventare una reale alternativa a Flash.

Anche nel secondo giorno l'unico device mobile usato e' stato un iPhone. Usato per la demo dell'adaptive streaming di IIS, demo che non e' andata a buon fine a causa di un problema di rete (probabilmente), ma chiunque volesse poteva provare la demo di prima persona direttamente da www.iis.net/iphone (verificato e ha funzionava bene).

Comunque mooolto significativo che al PDC l'iPhone abbia ricevuto cosi' tanto spazio.

E oggi Google ha subito risposto con la presentazione dedicata a ChromeOS.
Nella prima parte si e' parlato di Chrome come browser, e hanno sostanzialmente scimmiottato il discorso del PDC su IE9, anche loro vogliono aggiungere il supporto GPU, abbracciare HTML5, permettere alle web apps di accedere a web cam ed altri componenti hardware.

Poi si e' passati a ChromeOS che in poche parole e' un kernel Linux ottimizzato per eseguire una sola applicazione: Chrome.
L'hardware su cui girera' sara' molto specifico, e utilizzera' un meccanismo di crittografazione/firma digitale per verificare l'integrita' dell'OS.
Tutti i dati saranno in the cloud, lo storage locale verra' usato solo per caching, non si potra' installare alcuna applicazione (come il primo iPhone).

A partire da oggi il progetto e' a tutti gli effetti Open Source, ma mi chiedo come possano gli sviluppatori della comunita' Open Source farsi prendere per il culo da un progetto simile.

Per quanto Google possa sbandierare che e' Open Source di fatto non lo e'.
Il meccanismo di validazione dell'OS fa si che nessuno possa in realta' apportarvi modifiche al di fuori del source tree di Google, compilarlo e farlo girare sul proprio netbook ed avere realmente ChromeOS con tutti i suoi servizi e funzionalita', se cosi' non fosse allora ci sarebbe un bel problema nel modello di sicurezza presentato.

Inoltre, col fatto che non si possono installare applicazioni ma solo usare le web app "approvate" da Google, chiamare ChromeOS "Open" sa di presa per i fondelli bella e buona.

Attenzione, non sto criticando ChromeOS in se', possibilissimo che tra un paio d'anni la maggior parte di netbook usera' ChromeOS (lo vedo anche molto bene sulle TV), quello che mi sto chiedendo e': sara' la comunita' Open Source cosi' fessa da abbracciare questo progetto e contribuire attivamente al suo sviluppo?

Se penso che fino ad oggi il minimo comune denominatore e' stata la "guerra" a Microsoft, direi che abbracciare ChromeOS sarebbe parossistico.

mercoledì 18 novembre 2009

PDC 2009: un inizio sorprendente.

Chi avrebbe mai pensato che durante il keynote del PDC 2009 dedicato alle nuove funzionalita' di Azure, Microsoft avrebbe fatto vedere un iPhone come esempio di utilizzo di Azure in ambito mobile?

Di sicuro molti si fermeranno all'aspetto superficiale della cosa, facendo della facile ironia, mentre invece e' un "dettaglio" davvero significativo.

Mi e' piacuta l'interpretazione data da Betanews.

In sostanza molti si sono dimenticati che Microosft Word esordi' in versione grafica proprio sul Mac e non certo per Windows. Ma i risultati sappiamo tutti quali sono stati.

Oggi, che piaccia o no, l'iPhone rappresenta la miglior piattaforma mobile e trovo estremamente intelligente da parte di Microsoft il fatto che Azure supporti tecnologie terze parti sia lato back end (vedasi PHP, MySQL etc.) sia lato client come appunto nel caso dell'iPhone.

Le premesse per un successo di Azure sono buone, e la mentalita' mostrata in questo primo giorno di PDC fa pensare che MS abbia davvero intrapreso una strategia per il cloud computing aperta al resto del mercato.

Ancora una volta Microsoft fornisce una piattaforma di sviluppo aperta a tutti, e non come le soluzioni di Google o di Apple che invece vogliono imporre cose chiuse e completamente controllate da loro.

Azure e' di fatto Windows per la rete, un sistema sul quale, esattamente come si fa con Windows per il PC, lo sviluppatore puo' scegliere liberamente la tecnologia con cui sviluppare le proprie applicazioni senza restrizioni di alcun tipo e senza dover chiedere il permesso allo Steve Jobs di turno cosa puo' e cosa non puo' essere fatto.