Per ora l'unica che vende telefoni WP8 è Nokia, gli altri fanno numeri irrisori.
Parte del successo di Nokia è dovuto al brand: molti utenti Symbian e featurephone passano ai nuovi Nokia con WP8 perché sono marchiati Nokia, non perché hanno WP8.
Nokia sta vendendo bene solo nei mercati nei quali aveva una forte presenza con Symbian e con i featurephone, ma in paesi come gli USA dove non era presente continua a non vendere, chiaro indicatore del fatto che la differenza la fa il brand Nokia e non il prodotto WP8.
E putroppo per Nokia la % di ex utenti Symbian che passa a WP8 è molto bassa, altrettanto dicasi per i featurephone Nokia, chi compera il suo primo smartphone, 9 volte su dieci compera Android e non WP8.
Smartphones outsell featurephones thanks to Android
I dati purtroppo non mentono, e sono dati di vendita del trimestre trascorso, non proiezioni future, per cui non c'è molto da discutere...
Android è cresciuto dell'80% passando da 98 a 178 milioni di terminali venduti.
WP8 è cresciuto dell'85% passando da 4 a 7,4 milioni.
Forse a qualcuno potrà sembrare che WP8 stia crescendo più rapidamente di Android, ma è solo un'illusione. Con l'attuale ritmo di crescita WP8 impiegherebbe 10 anni per arrivare a vendere quanto Android vende oggi!
I numeri sarebbe a favore di WP8 se avesse una crescita esponenziale, ma non c'è alcun segnale in quella direzione, la crescita di WP8 è piatta, mentre Android sta volando e creando la stessa situazione che Windows creò a suo tempo in ambito PC.
Una volta che una piattaforma supera l'80% del mercato, per la concorrenza diventa durissimo competere, perché non basta più fare un prodotto qualitativamente valido.
Con l'80% del mercato ci si assicura un ecosistema che la concorrenza non è in grado di scalfire a meno che non se ne esca con un prodotto rivoluzionario che cambia le regole del gioco.
E WP8 non è un prodotto rivoluzionario, è un buon prodotto, ma privo di ecosistema e se su alcuni aspetti offre dei vantaggi rispetto ad Android, su altri è indietro.
E' in sostanza la stessa situazione di Linux rispetto a Windows sui PC: a Linux non è bastato non essere un target di chi scriveva virus, non è bastato essere meglio ottimizzato su hardware poco performante, la mancanza di un ecosistema e di una vera rivoluzione rispetto a Windows sono stati fatali.
Quando si insegue non basta essere "meglio", si deve essere ben più di "meglio" oppure bisogna essere rivoluzionari.
Quando Apple entrò nel mercato smartphone presentò un prodotto che non giocava lo stesso sport della concorrenza, aveva lacune clamorose su aspetti tradizionali (vedasi l'impossibilità di inoltrare un SMS), ma la cosa è stata del tutto ininfluente perché l'iPhone ha cambiato le regole del gioco, ha fornito agli utenti un'esperienza d'uso completamente aliena rispetto alla concorrenza. Un esempio su tutti: la modalità di aggiornamento del software di sistema. Nessuno prima aveva garantito aggiornamenti che bypassavano i carrier e arrivavano a tutti entro poche ore dal rilascio.
WP8 in tal senso non ha alcuna caratteristica "rivoluzionaria", non ha niente che la concorrenza non abbia già.
Potrà avere alcune cose fatte meglio (per altro non è poi detto che siano cose che gli utenti guardano più di tanto) ma ha anche molte cose fatte peggio e sicuramente non ha nulla che cambi le regole del gioco.
E fino ad oggi Nokia ha parzialmente goduto dei benefici derivanti dal proprio brand, ma anche quelli stanno lentamente finendo, per cui se nei prossimi due trimestri Nokia non cala l'asso con una crescita esponenziale, per WP8 si prospetta un futuro come prodotto di nicchia destinato a non superare il 10% del mercato.
Se poi vogliamo parlare di Windows RT e di un possibile tablet by Nokia... beh il discorso non solo è simile, è persino più drammatico dato che in quell'ambito Nokia non può neppure godere dell'effetto brand dato che in ambito tablet non è mai stata presente.
Inoltre RT presenta un ecosistema ancora più lacunoso di WP8.
Per Nokia avventurarsi nel mercato tablet sarebbe molto simile a quanto fatto da RIM a suo tempo, e i risultati li sappiamo bene. Per altro RIM ci provò quando il mercato tablet era ancora in fase iniziale, e quindi con più opportunità di adesso.
Nokia non ha il cash flow per permettersi buchi come quello fatto da Surface RT... 900 milioni di dollari di rosso nonostante dietro ci fosse Microsoft a spingere il prodotto. Figuriamoci Nokia che al momento ha una frazione delle risorse finanziare di Microsoft. Il costo di un'operazione simile è semplicemente improponibile per Nokia, e dato che la % di successo è ridotta all'osso sarebbe un azzardo ingiustificabile.
Nokia ora deve concentrare tutti gli sforzi su WP8 e cercare nei prossimi mesi di consolidare la propria posizione per garantire a se stessa e a WP8 un futuro più tranquillo. Distrarsi con un tablet RT sarebbe un errore imperdonabile e il quasi certo insuccesso avrebbe ripercussioni negative anche su WP8.
Per come la vedo io Microsoft ha sbagliato a puntare su ARM, avrebbe dovuto puntare tutto su x86, lavorare con Intel per arrivare a competere con telefoni e tablet x86 con performance ed autonomia alla pari o superiori ad ARM, offrendo al contempo realmente un "Windows senza compromessi" (cosa che RT non lo è) e senza generare confusione nella clientela (che poi è la critica più comune nei confronti di RT).
Gli smartphone e tablet su base Intel sarebbero così potuti diventare il PC del futuro, aprendo la strada ad un'evoluzione della piattaforma Intel molto più interessante di quello che può offrire oggi ARM.
Ma Microsoft ha preferito giocare la carta dell'inseguimento a iOS e Android, giocando a casa loro e con le loro regole... e per ora sta perdendo su tutti i fronti.
UPDATE:
su twitter mi è stato obiettato che sono i carrier e i negozi che decidono le sorti del mercato, ho risposto che questo è confondere cause ed effetti.
Il motivo è semplice: i carrier e i negozi sono solo interessati a massimizzare i profitti, di vendere un brand piuttosto che un'altro non gliene frega nulla, il loro obbiettivo non è guidato da "passioni personali" ma dal mero ritorno economico.
Se un carrier o un negozio spingono un certo prodotto è perché quel prodotto si vende bene e con buoni margini, se così non fosse passerebbero subito a vendere altro.
Carrier e negozi sono il classico esempio di "salire sul carro del vincitore"... non sono loro che investono o scommettono sui prodotti, sono le aziende produttrici che devono farlo e quando un prodotto diventa interessante solo allora carrier e negozi faranno a gara per averne l'esclusiva.
Se poi un'azienda produttrice non è capace di creare l'aspettativa e l'interesse del mercato e non è capace di stringere accordi strategici con carrier e negozi, il problema è dell'aziende, non è certo "colpa" del carrier o del negozio!